Progetto educativo

La scuola dell’infanzia è in continua evoluzione per rispondere ai cambiamenti del tessuto socio-culturale e riconosce nella ricerca-azione la metodologia privilegiata per soddisfare i bisogni educativi emergenti.

Storicamente la scuola dell’infanzia è stata influenzata da differenti teorie ed approcci filosofici, antropologici (il personalismo e l’antropologia cristiana), pedagogici, psicologici, talvolta che si rafforzavano a vicenda e talvolta in forte conflitto, quindi la scuola attraverso la rilevazione dei propri bisogni ha saputo cogliere e integrare ciò che maggiormente era funzionale allo sviluppo del proprio progetto educativo.

Ricordiamo l’influenza positiva che i grandi pensatori quali Montessori, Vygotskij, Piaget, Don Milani hanno avuto nell’evoluzione del processo di cambiamento da servizi assistenzialistici a scuole dell’infanzia.

Ad oggi il socio-costruttivismo, le neuroscienze, pedagogisti quali Gardner, Bruner hanno indotto un’evoluzione verso un cambiamento radicale rispetto all’idea di apprendimento.

Il bambino in relazione diventa costruttore del proprio apprendimento attraverso una costante interazione con gli altri e con l’ambiente e gli è data la possibilità di esprimere sé stesso utilizzando i suoi cento linguaggi (Malaguzzi)

Finalità della Scuola

La scuola dell’infanzia statale e paritaria si pone la finalità di promuovere nei bambini e nelle bambine lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza li avvia alla cittadinanza.

Consolidare l’IDENTITA’ significa vivere serenamente il proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio, femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente ad una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’AUTONOMIA significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel far da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione, elaborando progressivamente risposte e strategie: esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte, e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire COMPETENZE significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità caratteristiche, fatti; significa ascoltare e comprendere narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze, tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare ed immaginare, ripetere con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere la CITTADINANZA significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi conto meglio della necessità di stabilire regole condivise, implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità in genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti, significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.

La scuola ad ispirazione cattolica

La scuola dell’infanzia paritaria di ispirazione cattolica dev’essere un luogo amabile dove ogni bambino e bambina si senta accolto e rispettato nella propria individualità ed unicità.

La scuola si pone in un atteggiamento di riflessione intorno alla dimensione religiosa e spirituale senza dare risposte ma con un atteggiamento di ricerca con bambini, genitori e insegnanti insieme.

Il bambino nella fascia d’età della scuola dell’infanzia ha in sé grandi domande esistenziali: sul senso delle cose e del mondo, su Dio, sui temi della vita e della morte. La scuola predispone un ambiente che favorisca momenti di discussione, dialogo, negoziazione di idee, confronto con i coetanei che vengono raccolte, organizzate, rilanciate allo scopo di creare con i bambini stessi percorsi d’esperienza.

L’approccio educativo

L’approccio educativo parte dall’ascolto di bisogni, interessi, curiosità… che nascono nella relazione tra bambini e tra bambini ed adulti e che sono mossi dal desiderio di scoprire, conoscere ed organizzare il mondo circostante. L’interrogativo è il punto di partenza dei percorsi didattici, che si snodano attraverso osservazioni, negoziazioni, inciampi, errori, scoperte inattese, depistaggi, nella quotidiana ricerca di senso.

“I bambini sono degli esseri forti, ricchi e competenti. Hanno le capacità, il potenziale, la curiosità e il desiderio di costruire il loro apprendimento e di gestire la relazione con l’ambiente che li circonda”. Loris Malaguzzi

Attraverso il gioco esplorativo e la possibilità di esprimersi mediante i “cento linguaggi”, i bambini e le bambine diventano co – costruttori del proprio sapere.

L’idea di bambino

Ogni bambino e ogni bambina che entra per la prima volta nella scuola dell’infanzia, o alla sezione primavera, è un essere umano unico ed irripetibile, portatore di diritti inalienabili, potenzialità straordinarie, risorse affettive, relazionali, sensoriali ed intellettive che riflettono anche la differenziazione degli ambienti di provenienza.

Il bambino concreto, che l’insegnante ha dinnanzi a sé, è posto al centro del sistema educativo della scuola e gli è riconosciuto il ruolo di costruttore del proprio percorso di conoscenza e di apprendimento.

Il bambino è animato da una forte curiosità, alla ricerca di nuovi stimoli, nuove cose da scoprire, esperienze da fare e giochi da esplorare ma esprime anche dei bisogni, quali quello di essere accolto, ascoltato, accudito (ad esempio per la sezione primavera), curato, di costruire legami affettivi sereni che possano essere un punto di riferimento.

La scuola rispetta e valorizza ogni bambino e bambina nella propria identità, unicità, differenza e nei propri tempi di sviluppo e di crescita, nella consapevolezza che ogni soggetto è portatore di diversi tipi di intelligenza, quindi di diverse abilità (Teoria delle Intelligenze multiple di H. Gardner).

L’ambiente di apprendimento

E’ compito della scuola predisporre ed organizzare un ambiente finalizzato all’apprendimento, che sappia promuovere lo sviluppo non solo cognitivo dei bambini e delle bambine, ma anche quello affettivo, sociale e ludico, secondo quanto espresso nelle Indicazioni Nazionali: “Il curricolo della scuola dell’Infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine(l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo ecc.) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come «base sicura» per nuove esperienze e sollecitazioni”.

Accanto alla dimensione pedagogico-organizzativa (di riflessione su spazi, tempi, materiali, attrezzature, proposte…) emerge quella relazionale, volta ad instaurare un clima sereno e positivo, fra bambini e fra bambini e adulti, fatta di dialogo, negoziazione e partecipazione per costruire insieme regole di convivenza condivise.

Lo spazio

“L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo e pertanto dev’essere oggetto di esplicita progettazione e verifica”. Partendo da quanto esplicitato nelle Indicazioni Nazionali, si desume come lo spazio parli un linguaggio proprio ed esprima fortemente l’idea pedagogica che sottende alla sua strutturazione. Nella nostra scuola grande attenzione viene dedicata all’organizzazione degli ambienti esterni ed interni, affinché siano accoglienti e curati, invitino alla scoperta, all’esplorazione e all’apprendimento.

Il tempo a Scuola

“Il tempo disteso consente al bambino di vivere con serenità la propria giornata, di giocare, esplorare, parlare, capire, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita”. Accettando il fluire lento e graduale del Tempo è possibile rispettare e valorizzare i ritmi evolutivi, le differenze e le identità di ciascuno creando una reale personalizzazione dei processi di crescita per trasformare conoscenze e abilità in competenze fondamentali: “imparare ad imparare”, “imparare a pensare” ed “imparare ad essere”.

Le uscite didattiche

La scuola dell’infanzia ha bisogno di aprirsi alla realtà, alla comunità e al mondo, anzi di essere nella realtà, nella comunità e nel mondo, ha bisogno di uscire dalle aule, per aiutare i bambini ad essere cittadini del mondo.

La formazione delle sezioni

La nostra scuola dell’infanzia è stata organizzata in sezioni omogenee per età in quanto rispondono ad esigenze pedagogiche e didattiche mirate a dar risposta ai bisogni specifici dei bambini e delle bambine attuando percorsi finalizzati al raggiungimento di competenze comuni e condivise dal gruppo classe.

Le sezioni tuttavia prevedono anche dei momenti di interclasse in cui si incontrano i bambini più grandi o più piccoli, per facilitare lo sviluppo sociale, le diverse abilità comunicative e lo sviluppo di competenze di gruppo.

Tale modalità di organizzazione delle sezioni è comunque subordinata al numero annuale degli iscritti e vincolata alla presenza di certificazioni (legge 104).

Nella nostra scuola attualmente si compone di N° 4 sezioni per la scuola dell’infanzia e N° 1 “Sezione Primavera”.

La documentazione

Anche nella scuola d’infanzia è necessario ricordare.

La documentazione, nelle sue molteplici forme, aiuta a non perdere la memoria, a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo. Essa diventa una traccia e una memoria di eventi significativi, di stili e scelte educative.

La mensa

Per quanto riguarda il servizio mensa, la scuola si appoggia a VE-RIS s.r.l. Veneta Ristorazione, che fornisce i pasti, in ottemperanza a quanto previsto dal D. Lgs. 155/97, relativamente all’igiene alimentare ed all’applicazione del sistema di autocontrollo in base ai principi dell’H.A.C.C.P. Ogni pasto, consegnato in idonei contenitori e confezionato con il sistema della plurirazione, è composto da:

  • Primo piatto;
  • Secondo piatto;
  • Contorno di stagione cotto
  • Contorno di stagione crudo;
  • Pane;
  • Frutta fresca di stagione o yogurt o dessert.

Il trasporto

Nella nostra scuola è attivo il servizio di trasporto scolastico, per l’andata e per il ritorno, promosso e gestito interamente dal comune di Villorba e a pagamento, oltre la retta di frequenza.

La formazione del personale

L’aggiornamento professionale e le attività di formazione rivolte a tutto il personale della scuola (docenti, amministrativi, ausiliari) sono elementi di qualità dell’offerta formativa normati dalla Legge 107/ 2015 che rende obbligatoria, permanente e strutturale la formazione stessa.

La formazione elemento di sviluppo della qualità dei servizi educativi, della professionalità docente con uno sguardo attento ai cambiamenti culturali e sociali. La formazione è volta all’esplicitazione e condivisione di un progetto pedagogico chiaro, che abbia uno sguardo attento ai cambiamenti culturali e sociali, così come alla ricchezza e alla complessità dei saperi e dei comportamenti che li accompagnano.

Le occasioni di partecipazione dei genitori

Incontrando i genitori la scuola si impegna a condividere con loro il percorso educativo-didattico annuale, a renderli partecipi e consapevoli, stringendo un’alleanza fondamentale per costruire insieme una comunità educante, nella quale scuola e famiglia concorrono all’educazione integrale del bambino.

La scuola inclusiva

L’inclusione diventa una cornice in cui tutti i bambini a prescindere da abilità, genere, lingua, origine etnica o culturale, possono essere indistintamente valorizzati e forniti di uguali opportunità a scuola.